lunedì 17 ottobre 2016

Intelligenza collettiva: di cos'è capace?


Nessuno sa tutto, ognuno sa qualcosa, la totalità del sapere risiede nell’umanità. Non esiste alcuna riserva di conoscenza trascendente e il sapere non è niente di diverso da quello che sa la gente.
Il coordinamento in tempo reale delle intelligenze implica dispositivi di comunicazione che, al di là di una certa soglia quantitativa, dipendono obbligatoriamente dalle tecnologie digitali dell’informazione. I nuovi sistemi di comunicazione dovrebbero offrire ai membri di una comunità i mezzi per coordinare le loro interazioni nello stesso universo virtuale di conoscenza. Non si tratterebbe dunque solo di modellizzare il mondo fisico ordinario, ma anche di permettere ai membri di collettivi decentrati di interagire all’interno di un paesaggio dinamico di significazioni. Avvenimenti, decisioni, azioni e persone sarebbero situati sulle carte dinamiche di un contesto condiviso, e trasformerebbero continuamente l’universo virtuale all’interno del quale acquistano senso. In questa prospettiva, il cyberspazio diventerebbe lo spazio mutevole delle interazioni tra le diverse competenze dei collettivi intelligenti deterritorializzati.

1 commento: